Il matcha non si limita al tè e al latte: posato su una base al cioccolato, dà un dolce spettacolare. Lo strato inferiore unisce le noci pecan, più morbide delle mandorle, ai datteri medjool e al cacao crudo. Sopra arriva uno strato di un verde deciso, ottenuto montando il matcha nel burro di cacao fuso con un po' di miele. Il contrasto è netto in bocca quanto all'occhio: prima la base scura e fondente, poi il sottile strato croccante e leggermente amaro. Si taglia a quadretti, è ricco.
Brownie crudi al matcha con noci pecan e datteri medjool
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Burro di cacao crudo Bio (varietà Nacional)
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Ingredienti
Per la base brownie
- 165 g di noci pecan
- 16 datteri medjool denocciolati
- 30 g di cacao crudo in polvere
- 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
- 1 pizzico di sale marino (ovvero l'equivalente di 1 cucchiaio - 15 ml - di acqua di mare)
Per lo strato al matcha
- 100 g di burro di cacao, a pezzetti
- 80 ml di miele
- 1 cucchiaio di matcha in polvere
Preparazione
- Frullate le noci pecan nel robot da cucina fino a ottenere briciole fini, senza arrivare alla crema.
- Aggiungete cacao, vaniglia e sale, poi frullate qualche secondo per uniformare.
- Unite i datteri e frullate fino a ottenere un impasto appiccicoso che resti compatto tra le dita.
- Distribuite l'impasto in uno stampo quadrato foderato di carta da forno, lisciate con il dorso di un cucchiaio e mettete in frigorifero almeno 2 ore.
- Per lo strato al matcha, sciogliete dolcemente il burro di cacao a bagnomaria con il fuoco spento, poi incorporate il miele fuori dal fuoco.
- Montate il matcha nel composto ancora liquido finché non resta alcun grumo.
- Versate sulla base fredda, stendete in fretta e rimettete un'ora in congelatore per far rapprendere.
- Tagliate a quadretti e conservate in frigorifero, in un contenitore ermetico, tre o quattro giorni.
Consiglio
Setacciate il matcha prima di incorporarlo: è una polvere che forma grumi tenaci appena incontra un grasso, e una frusta da sola non li recupera. Spegnete il fuoco sotto il bagnomaria appena il burro di cacao comincia a sciogliersi, altrimenti lo strato verde vira al cachi quando si rapprende. Scegliete un matcha di buona qualità, di un verde deciso e non olivastro: è lui a decidere il colore finale e l'equilibrio tra amaro e dolce. Per un taglio netto, togliete lo stampo dal congelatore cinque minuti prima e passate la lama sotto l'acqua calda tra un taglio e l'altro.
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FAQ: le vostre domande su questi brownie crudi al matcha
Il matcha fa bene al colesterolo?
Il matcha è tè verde ridotto in polvere, ricco di catechine, e diversi lavori si sono occupati dell'effetto del tè verde sul profilo lipidico. I risultati variano a seconda degli studi e delle quantità consumate, e nulla permette di farne una terapia. In una ricetta come questa il matcha è anzitutto un ingrediente di gusto e di colore, usato in piccola quantità. Per qualsiasi domanda sul vostro colesterolo, il medico resta l'interlocutore.
Il burro di cacao fa bene alla salute?
Il burro di cacao è il grasso estratto dalla fava di cacao, composto principalmente da acidi grassi saturi a catena lunga, tra cui l'acido stearico. È molto stabile all'ossidazione, il che spiega la sua lunga conservazione, e il suo gusto è quasi neutro. Come ogni grasso è calorico e si usa in quantità misurate. Il suo interesse in una ricetta cruda è soprattutto tecnico: si rapprende raffreddandosi e permette uno strato netto, cosa che nessun olio liquido fa.
Come si conservano le noci pecan?
La noce pecan è ricca di acidi grassi insaturi, quindi sensibile all'ossidazione: irrancidisce più in fretta della maggior parte della frutta a guscio. Sgusciata, tenetela in frigorifero in un barattolo ermetico, dove dura sei-nove mesi, o in congelatore per un anno intero. In guscio si conserva diversi mesi a temperatura ambiente, in luogo asciutto e buio. Una pecan irrancidita si riconosce subito dall'amaro: meglio assaggiare prima di frullare un intero lotto.
Qual è la differenza tra noci pecan e anacardi?
Sono due frutti a guscio molto diversi, malgrado usi simili. La pecan è più grassa, più tenera e più dolce, con una nota burrosa che la rende ideale nei dolci crudi. L'anacardo è più neutro e più amidaceo, il che gli permette di formare creme lisce una volta ammollato e frullato, dove la pecan darebbe una pasta grassa. In questa ricetta la pecan è insostituibile per la morbidezza della base.
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