La fonte muscolare legata all'età, che i medici chiamano sarcopenia, colpisce quasi 2 milioni di francesi[1]. È un fenomeno silenzioso che si instaura progressivamente dopo i 50 anni e che può avere conseguenze importanti sull'autonomia e sulla qualità della vita.
Ci siamo occupati di questo argomento diversi anni fa, in particolare durante le nostre ricerche per il nostro libro sulle alghe. E francamente, ciò che abbiamo scoperto negli studi scientifici recenti è davvero promettente. Le alghe brune, consumate quotidianamente dai centenari di Okinawa, potrebbero svolgere un ruolo nel mantenimento della massa muscolare. Uno studio clinico pubblicato nel 2024 sulla rivista Invecchiamento e Malattia apporta elementi particolarmente interessanti sull'argomento[2].
Comprendere la sarcopenia: quando i nostri muscoli si consumano silenziosamente
La sarcopenia, è questa perdita progressiva di massa e forza muscolare che accompagna l'invecchiamento. Il termine stesso deriva dal greco sarx (sedia) e penia (perdita), ed è stato definito per la prima volta nel 1989 da Irwin Rosenberg[3]. Concretamente, a partire dai 30 anni, perdiamo circa Dal 3 all'8% della nostra massa muscolare per decennio.[4]. E questo fenomeno accelera dopo i 60 anni, potendo raggiungere il 15% per decennio secondo alcuni studi.[5].
Perché è preoccupante? Perché i nostri muscoli non servono solo a portare la spesa o a salire le scale. Svolgono un ruolo fondamentale nel nostro metabolismo, nel nostro equilibrio, nella nostra postura e persino nel nostro sistema immunitario.[6]. Un muscolo che si indebolisce è un corpo che diventa più fragile, più stanco, più vulnerabile alle cadute e alle fratture. Inoltre, la sarcopenia è oggi riconosciuta come un fattore di rischio maggiore di cadute nelle persone anziane.[7].
I segni che possono allertare sono relativamente discreti all'inizio: una stanchezza insolita, una difficoltà ad alzarsi da una sedia senza aiutarsi con le braccia, un'andatura che diventa meno sicura, gesti quotidiani che richiedono più sforzo di prima. Ecco perché questa condizione spesso passa inosservata fino a quando non diventa davvero problematica.
In realtà, tre meccanismi principali sono in gioco in questo processo.[1]
- La diminuzione della sintesi delle proteine muscolari
- L'aumento della degradazione delle fibre muscolari esistenti
- Il malfunzionamento dei mitocondri, queste piccole centrali energetiche presenti in ciascuna delle nostre cellule muscolari
È su questo ultimo punto che le ricerche recenti sui alghe brune apportano un'illuminazione particolarmente interessante.

Il segreto dei centenari di Okinawa
Qualche anno fa, in occasione di un viaggio in Costa Rica nella provincia di Nicoya, abbiamo iniziato a interessarci da vicino ai zone blu, queste regioni del mondo dove si trova una concentrazione eccezionale di centenari in buona salute. Okinawa, in Giappone, fa parte di questi luoghi affascinanti ed è una delle cinque zone blu identificate dai ricercatori.[8].
Ciò che ci ha colpito è che gli abitanti di Okinawa consumano in media 5 a 7 grammi di alghe al giorno[9]. È considerevole rispetto alla nostra alimentazione occidentale, dove le alghe sono quasi assenti. E non è un caso: i giapponesi di Okinawa presentano tassi di sarcopenia significativamente più bassi rispetto alle popolazioni occidentali della stessa età.[10].
Certo, il loro stile di vita complessivo contribuisce a questo. longevità : attività fisica quotidiana, alimentazione ricca di vegetali, legami sociali forti. Ma il ruolo delle alghe nella loro alimentazione tradizionale, al centro del dieta Okinawa, merita di essere approfondito. Il wakame, il kombu, il nori... queste alghe sono presenti praticamente in tutti i loro pasti, dalla zuppa del mattino ai piatti della sera.
Ciò che è notevole è che queste popolazioni mantengono una massa muscolare funzionale molto più a lungo di noi. A 80 anni, molti di loro continuano a fare giardinaggio, a camminare per diversi chilometri al giorno, a condurre una vita attiva e autonoma. Uno studio pubblicato nel Giornale della Società Americana di Geriatria ha dimostrato che i centenari di Okinawa conservavano una forza di presa superiore del 20% rispetto ai loro omologhi americani[11].
Lo studio clinico del 2024: risultati incoraggianti
Nel 2024, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Invecchiamento e Malattia ha fornito dati concreti sul legame tra alghe brune e funzione muscolare[2]. I ricercatori hanno studiato gli effetti di un estratto diIshige okamurae, un'alga bruna, su adulti di età superiore ai 60 anni che presentano un declino muscolare.
Ecco cosa ha mostrato lo studio: dopo 12 settimane di integrazione Con 500 mg al giorno di estratto di questa alga bruna, i partecipanti hanno mostrato un miglioramento della loro forza muscolare, in particolare a livello dei quadricipiti. È un risultato davvero interessante perché la forza dei quadricipiti è direttamente legata alla capacità di alzarsi, camminare, salire le scale - insomma, all'autonomia quotidiana.
Ma la cosa più affascinante di questo studio è la spiegazione del meccanismo. I ricercatori hanno evidenziato che i composti attivi dell'alga, in particolare i florotannini e il fucoidano, contribuiscono al buon funzionamento dei mitocondri nelle cellule muscolari[2].
Per capire semplicemente: i mitocondri sono come piccole centrali energetiche nelle nostre cellule. Quando funzionano bene, i nostri muscoli hanno l'energia necessaria per contrarsi, rigenerarsi, rimanere in forma. Quando non funzionano correttamente - un fenomeno che accelera con l'età[12] - è tutto il muscolo che si indebolisce progressivamente. Le alghe brune sembrano sostenere questa macchina cellulare.
Questo studio non è isolato. Altre ricerche hanno dimostrato che il fucoidano estratto dalle alghe brune potrebbe contribuire a ridurre l'atrofia muscolare in modelli sperimentali.[13].
Perché le alghe brune sono particolarmente interessanti
Ciò che distingue i alghe brune come il wakame o il kombu, altre fonti di nutrienti, è la loro ricchezza in composti bioattivi unici. Queste molecole non si trovano da nessun'altra parte nel regno vegetale.[14].
Il fucoidano, ad esempio, è un polisaccaride solfato presente esclusivamente nelle alghe brune. Gli studi dimostrano che partecipa a diverse funzioni dell'organismo, in particolare sostenendo il sistema immunitario e contribuendo a proteggere le cellule.[15]. La fucoxantina, questo pigmento che conferisce il loro caratteristico colore alle alghe brune, è coinvolto nel metabolismo energetico ed è oggetto di numerose ricerche per il suo potenziale ruolo nel mantenimento di un peso corporeo normale[16]. Per quanto riguarda Florotannini, sono antiossidanti specifici delle alghe che aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo[17].
Ma al di là di questi composti specifici, i alghe brune portano anche:
- Dei proteine vegetali di qualità, con un profilo di amminoacidi interessante per il mantenimento muscolare
- Minerali essenziali come iodio, calcio, magnesio, ferro, coinvolti nel normale funzionamento dei muscoli.[14]
- Vitamine del gruppo B che contribuiscono a un normale metabolismo energetico.
- Fibre che supportano il nostro microbiota, a sua volta collegato alla nostra salute muscolare, come dimostrano recenti ricerche sull'asse intestino-muscolo.[18]
Francamente, quando si osservano tutte queste proprietà, si capisce perché le popolazioni che consumano alghe regolarmente da generazioni presentano profili di invecchiamento diversi.
